Sereni Orizzonti. Maltrattamenti e abbandono di incapace nella struttura di Aiello.
Luglio 2022
Dopo i gravissimi fatti riscontrati e il rinvio a giudizio con le accuse di maltrattamenti e abbandono di incapace [1] che vedono coinvolti direttamente quattro figure dirigenziali della società che gestiva la Quercia nel legale rappresentante Valentino Bortolussi, Sergio Vescovi, all’epoca capo area per il nord Italia, Denise Deriva, capo area del Nord Ovest, Elisa Cattaneo, direttrice della struttura, tutti della Serena Orizzonti e il medico Giuseppe Santamaria, direttore sanitario della Rsa, viene nuovamente coinvolta la Sereni Orizzonti 1 spa per la struttura di Aiello del Friuli, per altrettanti fatti gravissimi scoperti dai Nas a seguito di varie segnalazioni a loro pervenute. Sempre stessa l’accusa. Maltrattamenti e abbandono di incapace. Tredici sono i sanitari indagati, a seguito di numerosi episodi di minacce ed ingiurie perpetrati ai danni di alcuni Ospiti della struttura sanitaria. Sono tutti Anziani indifesi non autosufficienti. Di questi operatori, quattro sono agli arresti domiciliari, due hanno il divieto di avvicinamento alla persona offesa e contestuale divieto di esercitare la professione e uno ha il divieto di esercitare la professione sanitaria. Tutto ciò è stato possibile grazie all’intervento, dopo le indagini avviate nel 2021, dei Nas di Udine, coadiuvati in fase esecutiva dai Colleghi di Treviso e dei Comandi provinciali competenti. Hanno permesso di far emergere, ancora una volta, un caso di maltrattamenti all’interno di una struttura seguita sempre dalla Sereni Orizzonti 1 spa. Gli inquirenti ravviserebbero violazioni penali di grave entità a loro carico in quanto avrebbero esercitato azioni a dir poco deplorevoli, ingiuriose, vessatorie con minacce nei confronti di otto vittime molto anziane che sono del tutto incapaci di difendersi in quanto sofferenti di deficit cognitivi e fisici. Anziani che vennero affidati in custodia, dietro rette elevate corrisposte, in completa fiducia, alla Sereni Orizzonti 1 spa (per ricevere una adeguata assistenza) da parte dei loro Parenti che si costituirebbero parte civile. A difesa della Azienda, che fa parte della S.O. Holding il cui socio di maggioranza è Massimo Blasoni indagato e arrestato per truffa [2] per poi essere rilasciato dopo aver patteggiato 11 mesi con un risarcimento di 3.400.000 euro contro i 10 milioni richiesti, è il direttore generale Mario Modolo ex Direttore dei servizi sociali della Regione Veneto indagato per il caso Ca Robinia [3] il quale afferma: << Condanniamo fermamente le azioni degli operatori indagati. Se le accuse rispondono al vero si tratta di atteggiamenti inaccettabili che la nostra azienda respinge fermamente. Svolgiamo un’opera di formazione costante degli operatori proprio per prevenire atteggiamenti inappropriati e verifichiamo rigorosamente il possesso di tutti i titoli abilitanti, ma il comportamento dei singoli è talvolta imprevedibile. Per questo motivo abbiamo ritenuto di denunciare immediatamente i fatti appena ne siamo venuti a conoscenza. Abbiamo più volte ipotizzato di dotare le nostre strutture di telecamere, ma di fatto questo non è consentito per ragioni di privacy dei lavoratori (che non possono essere controllati). Dunque non sarebbe per noi possibile provvedere a licenziamenti preventivi non essendo in possesso di prove oggettive. Vogliamo fornire ogni supporto necessario alla magistratura ed abbiamo avviato le procedure interne per il licenziamento degli operatori coinvolti che hanno gravemente danneggiato gli anziani ma anche l’azienda stessa».
Da quanto emergerebbe, attendendo le conclusioni degli Inquirenti in merito alle gravi violazioni intervenute nell’ambito penale, permane comunque il dubbio riguardo come sia stato possibile che nel 2022 ancora si parli di maltrattamenti ad Anziani. Senza che nessuno se ne sia accorto nel tempo, dove innumerevoli sono le metodologie di azioni preventive applicabili che possono arginare tale fenomeno. Nessuno può ritenersi esente dalle proprie responsabilità, che sono del tutto oggettive. Confidiamo pertanto che gli Inquirenti faranno luce approfondendo e verificando che effettivamente quanto si poteva e doveva fare, al fine di evitare che accadesse, sia stato realmente compiuto a tutti i livelli. A partire da quelli apicali, rilevando cosa non abbia funzionato nella filiera, visto il tempo trascorso, considerando che questi operatori prestavano servizio ad Aiello non da un mese, ma da molto tempo.
